Riscaldamento: ecco la guida ENEA per risparmiare in bolletta

In concomitanza con l’accensione del riscaldamento degli impianti centralizzati, molti dei quali modificati con sistemi di termoregolazione, l’ENEA ha pubblicato una guida per aumentare l’efficienza e risparmiare in bolletta.

Il 15 ottobre è scattata la possibilità di accendere il riscaldamento degli impianti centralizzati nei 4.300 comuni della zona climatica E, a rotazione seguiranno le altre zone climatiche (clicca QUI per vedere in che zona climatica è il tuo comune). Questo è un anno molto importante poiché il 31 dicembre è il termine ultimo per l’adeguamento degli impianti e delle centrali termiche al D.Lgs. 102/2014, il quale prevede l’obbligo per gli impianti centralizzati, di adottare sistemi di termoregolazione (valvole termostatiche) e contabilizzazione del calore (ripartizione diretta o indiretta). Gli utenti finali quindi dovranno quindi rivedere le loro abitudini di utilizzo del riscaldamento in ragione del diverso funzionamento del sistema di termoregolazione attraverso le valvole termostatiche.

Paghi quanto consumi

L’obiettivo del legislatore con l’imposizione della termoregolazione, è quello di perseguire l’efficienza energetica riducendo gli sprechi e responsabilizzando gli utilizzatori dell’impianto. Le valvole termostatiche permettono, infatti, di avere, all’interno dell’ambiente in cui è collocato quel radiatore, una temperatura che varia in ragione dei diversi livelli (solitamente da 0 a 5) a cui può essere settata la testa termostatica. Ogni produttore ha il suo sistema, ma per tutti al livello 3 corrisponde a una temperatura  circa di 20°C; tra un livello e l’altro ci sono circa 3-4°C di differenza (per maggiori informazioni chiedere sempre all’installatore). I contabilizzatori di calore, misurando l’effettivo consumo (in caso di contabilizzazione diretta) o il calore generato dal corpo radiante (in caso di contabilizzazione indiretta), servono a ripartire le spese di riscaldamento tra i gli utilizzatori in base all’effettivo consumo.

Alcune semplici regole: nota dell’ENEA

Rispetto al sistema “aperto/chiuso” che gran parte degli utilizzatori adottavano fino allo scorso anno, la termoregolazione porta evidenti benefici, ma occorre chiarire alcuni punti per fare si che si raggiungano i risultati attesi. In questo contesto ENEA ha messo online una nota per ricordare alcune semplici regole per la corretta manutenzione della caldaia ai fini della sicurezza, per la contabilizzazione del calore e per risparmiare sulla bolletta ed  evitare sprechi di energia o multe per non aver rispettato le previsioni di legge.

La regola numero uno riguarda la sicurezza, ovvero la corretta manutenzione degli impianti, fondamentale per consumare e inquinare meno e per evitare sanzioni. Infatti, un impianto ben regolato e ben manutenuto consuma e inquina meno e chi non effettua la manutenzione prevista dal DPR 74/2013, rischia una multa non inferiore a 500 euro. Utili indicazioni sono disponibili nella Guida per l’esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici, realizzata dall’ENEA nell’ambito delle attività di informazione e formazione del Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Confartigianato, Federconsumatori e il mensile il TEST.

La regola numero due è applicare le valvole termostatiche, apparecchiature che aprono o chiudono la circolazione dell’acqua calda nel termosifone e consentono di mantenere costante la temperatura impostata, aiutando a concentrare il calore negli ambienti più frequentati e a evitare sprechi. Il Decreto Legislativo n.102/2014, che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, rende obbligatoria l’installazione di sistemi di contabilizzazione e termoregolazione e l’adozione di un determinato criterio di ripartizione dei costi. Per evitare le sanzioni previste dalla legge è necessario mettersi in regola entro il 31 dicembre 2016. Per maggiori informazioni: Vademecum termoregolazione e contabilizzazione del calore.

Una terza regola riguarda il controllo della temperatura e l’uso dei cronotermostati, dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura di 20 – 22 gradi, ma 19° sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Attenzione, inoltre, perché ogni grado abbassato si traduce in un risparmio dal 5 al 10 per cento sui consumi di combustibile. Altra regola importante è il controllo delle ore di accensione. Il tempo massimo giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia “E” al via da domani il massimo sono 14 ore.

Schermando le finestre la notte – chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti – si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno. Inoltre è opportuno evitare di apporre ostacoli davanti e sopra i termosifoni, in quanto mettere tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti, evitando inutili dispersioni di calore. Altro ‘trucco’ semplice ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore è quello di installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone.

Impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata da un impianto fotovoltaico.

Usufruire degli ecobonus. Per gli interventi sulle caldaie è possibile usufruire degli ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 55% per quella del patrimonio edilizio. Altri interventi soggetti a detrazione fiscale riguardano serramenti e infissi, pannelli solari, coibentazione e coperture, schermature solari e, da quest’anno, anche la building automation, vale a dire, l’insieme dei dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti termici.

Alcuni consigli finali

Ci limitiamo ad aggiungere alcuni consigli finali che possono sembrare banali, ma che in realtà banali non sono.

  • Impostare la temperatura non oltre il livello 3 (corrispondente a circa 20°C): 1°C in più può essere facilmente raggiunto mettendo una maglia in più;
  • Impostare temperature diverse nelle diverse zone della casa: 16-18°C nelle lavanderie e nelle zone di passaggio, anche oltre i 20°C nei bagni: valori diversi nelle varie stanze consente di riscaldare la casa in base alle effettive esigenze d’uso nei vari ambienti;
  • Ogni grado in più rispetto alla temperatura di comfort comporta un aumento di spesa del 7-10%;
  • Sfiatate i caloriferi all’inizio della stagione fredda. L’aria depositata all’interno dei radiatori impedisce la circolazione dell’acqua calda, mantenendo parzialmente freddi i termosifoni;
  • Mai mettere a “0” tutte le valvole termostatiche quando la casa è vuota per diverso tempo. In caso di temperature esterne molto basse c’è il rischio che i tubi gelino. La posizione “*” (antigelo) in questo caso è quella consigliata.
  • Alla fine della stagione invernale, è consigliabile posizionare le teste termostatiche in corrispondenza del valore di massima apertura, onde evitare eventuali depositi di sedimenti nella sede della valvola, che ne potrebbero compromettere il corretto funzionamento futuro.

Con un corretto utilizzo le valvole termostatiche possono portare un risparmio annuo fino al 20-30%.

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